La diagnosi della pervietà del forame ovale (PFO): l’esperienza del Dott. Rosario Forestieri

Il Dott. Rosario Forestieri è medico di medicina generale, lavora a Cornuda, Treviso e insegna alla scuola nazionale di ecografia SIEMG. Nel suo percorso accademico e professionale, dopo la laurea nel 1980 all’Università di Padova con una tesi su “Aspetti attuali della malattia da decompressione”, come allievo della scuola di cardiologia, non ha mai abbandonato la sua passione per la subacquea.

Il Dott. Forestieri ha iniziato il suo percorso lavorando con i primi strumenti doppler e mini doppler per l’ecografia dei vasi sanguigni, all’epoca non erano ancora stati perfezionati gli eco-color doppler a Camposampiero in provincia di Padova, prima di trasferirsi a Treviso dove risiede ora e dove è diventato un vero e proprio punto di riferimento per la medicina subacquea nella zona.

Nel 2006-2007 si inizia a parlare di PFO e subito si interessa agli studi portati avanti dal DAN con l’uso del doppler transcranico.

ll Forame Ovale Pervio è un canale di un paio di centimetri che è normalmente presente in tutti noi mentre siamo ancora nel grembo materno. Alla nascita l’ingresso del canale viene coperto da una membrana che nella prima infanzia si rafforza e non permette il passaggio di sangue (o bolle).
Spesso (30-40% delle persone), alla nascita o nel corso della vita, può capitare che la membrana si sollevi e faccia passare il sangue (e coaguli o bolle) dalla parte destra alla parte sinistra del cuore (shunt destro sinistro). Nelle normali condizioni di vita, il PFO non comporta nessun problema, se invece la pressione nell’atrio destra supera quella dell’atrio sinistro ci può essere un passaggio (shunt) di sangue nell’atrio sinistro e se in questo sangue sono presenti bolle o emboli, può verificarsi un’embolia. Si tratta quindi di una situazione al limite che dev’essere tenuta sotto controllo in particolare nei soggetti che fanno immersione. 

Il Dott. Forestieri si interessa di questi primi studi con un approccio innovativo e lavora per tre mesi su un nuovo progetto.

Volevo proseguire a utilizzare il minidoppler e ho deciso di collegarlo con un cavo a un computer.
L’esame con questo strumento non è altro che una registrazione di un suono, per questo motivo il mio intento era quello di rielaborare il suono per registrarne tutte le frequenze e tutti gli eventuali passaggi di bolle una per una. Al paziente si può consegnare direttamente la traccia in formato mp3 così che lo possa far ascoltare al medico subacqueo e al cardiologo che lo seguono.
Nel 2008 ho portato alla conoscenza dei miei colleghi il mio lavoro e ho proseguito nella raccolta dei dati. Ho presentato i primi casi negli anni successivi a diversi convegni di fronte a esperti in cardiologia e in medicina subacquea e iperbarica. Il Dott. Brauzzi ha pubblicato un approfondimento sul mio lavoro nel bollettino n°4 del 2009 e qualche tempo dopo questo studio è stato pubblicato anche sulla rivista MedSolve.

Ecco una registrazione d’esempio

Dopo aver presentato questa innovazione in diversi contesti il Dott. Forestieri si è occupato di ampliare il suo raggio di pazienti includendo anche altri tipi di pazienti oltre ai sub come per esempio chi soffre di emicrania con aura.

Nei miei studi successivi ho fatto una prova per comprovare l’efficacia del mio metodo: ho fatto ai pazienti sia un esame con il mio minidoppler, sia un eco-color doppler transcranico. Il risultato è stato un grandissimo successo: gli esami si sono rivelati essere perfettamente equivalenti.

Il problema del doppler transcranico è che ci sono macchine che registrano in triplex ecografia, colore e doppler e non fanno una bella registrazione della traccia audio ma solamente cartacea.

Oltre al suo lavoro come medico di medicina generale e questi suoi innovativi studi si occupa di fare formazione ai medici sull’ecografia nel suo ruolo di docente alla scuola nazionale di ecografia SIEMG.

Credo sia fondamentale che i medici abbiano consapevolezza e conoscenza della strumentazione perché in questo modo possono agire più velocemente: avendo la tecnologia a portata di mano anche in ambulatorio possano agire senza l’aiuto di un radiografista.

All’ultimo congresso nazionale FOCUS ONE della (SIEMG) che si è tenuto a Colorno il 22-23 Aprile 2017 sono stati presentati diversi casi a livello nazionale. Io ho presentato uno studio proprio sul PFO che è stato votato come vincitore.

Potete scaricare direttamente la presentazione completa di questo studio con la presentazione di un caso clinico di un paziente di anni 48 anni istruttore subacqueo.

2 comments on “La diagnosi della pervietà del forame ovale (PFO): l’esperienza del Dott. Rosario Forestieri

  1. Pasquale Longobardi on

    Complimenti, caro Rosario, per il tuo impegno professionale importante per i subacquei, i pazienti e per la comunità della medicina iperbarica. Sono orgoglioso che tu sia in casa SIMSI. Ad Maiora. Pasquale Longobardi

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  2. Stefano Mancosu on

    Articolo interessante, che dimostra come spesso non ci sia bisogna di grandi mezzi per ottenere risultati, ma competenza e entusiasmo.

    Grazie caro Collega per gli interessanti spunti..

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