Disabilità e immersione: Intervista ad Aldo Torti – presidente HSA Italia

Cari amici, riprendiamo il percorso nel mondo della disabilità e immersione con una intervista al Presidente di HSA Italia  Aldo Torti. 

“Il mare è sempre diverso per ognuno di noi. Nelle emozioni, nelle sensazioni e nella sua immensa  grandezza ci accoglie con i nostri pensieri più profondi. 
Le attività subacquee sono alla portata di tutti e chiunque può viverle in sicurezza in relazione alla propria fisicità e autonomia.” Aldo Torti 

hsa

Aldo parlaci di come è nata l’associazione, la sua storia le finalità. 

HSA Italia è nata proprio dalla mia passione  e da quella di alcuni amici per la subacquea, con l’obiettivo di dimostrare che grazie alla guida di istruttori esperti, le barriere possono essere abbattute e le immersioni sono attività adatte anche alle persone con disabilità.  

“Le prime attività subacquee per persone con disabilità fisiche compiono i primi passi in Italia verso   la metà degli anni ‘70.  
Si tratta di esperienze individuali, isolate, caratterizzate da metodi tecnici e didattici personali. 

Sono iniziative create ad hoc e per esigenze specifiche, non coordinate tra loro.  
Chi si cimentava in questo percorso, pur essendo già un esperto istruttore, trovava davanti a sé parecchi ostacoli: le attrezzature spesso inadeguate, la difficoltà nel reperire idoneità mediche, gli aspetti logistici, ma soprattutto la forte componente di scetticismo tra la gente in genere e anche tra i subacquei. 

All’inizio degli anni ‘80 insegnavo subacquea al Centro Subacqueo Milanese e avevo

HSA a Sipadan

HSA a Sipadan

amici disabili che desideravano vivere quest’avventura in sicurezza. 

In quel contesto mi sono reso conto che, per superare le difficoltà, c’era la necessità di dare a queste esperienze organizzazione e omogeneità. Così, insieme ad alcuni amici, ho fondato, alla fine degli anni ’80, la prima associazione strutturata per la diffusione della subacquea per disabili, con il nome di Associazione Nazionale Attività Subacquee e Natatorie per Disabili. 

Una Onlus che poi diventerà HSA Italia e parte del circuito internazionale di HSA: organizzazione che ha mosso i primi passi negli USA nel 1975, all’Università di Irvine in California e si è poi costituita ufficialmente nel 1981. 

Sub non vedenti HSA

Sub non vedenti HSA

Siamo stati dei veri pionieri: abbiamo dato vita a diverse iniziative fra non pochi ostacoli e difficoltà, ma abbiamo ottenuto un grande e importante risultato. Abbiamo dimostrato che l’impresa è fattibile: la subacquea è un obiettivo raggiungibile e concreto per le persone con disabilità fisiche (perlopiù con lesioni midollari, amputati, poliomielitici), con disabilità sensoriali e con disabilità intellettive”. 

Quali sono gli obiettivi di HSA Italia?

HSA Italia ha l’obiettivo di sviluppare una subacquea per tutti e su misura, grazie a un sistema didattico preciso e flessibile a disposizione degli istruttori, che li mette in grado di insegnare a persone con diversi tipi di disabilità. 

Un sistema didattico completo e specifico, con standard, procedure e sussidi di qualità per poter insegnare la subacquea a persone con disabilità anche rilevanti come tetraplegici, paraplegici, non vedenti parziali o totali e altri ancora. Un sistema ineguagliato nel settore e utilizzato da oltre 35 anni a livello internazionale che, possiamo dire, ha fatto la storia nel mondo della subacquea. 

L’istruttore, con il sistema didattico HSA, diventa un vero e proprio educatore, che guida la persona disabile adattando e plasmando su misura un programma adeguato, per trasmettere le tecniche subacquee necessarie nel modo più efficace. 

Sub HSA paraplegico

Sub HSA paraplegico

Oltre alla funzione didattica e alla ricerca, HSA sviluppa ogni anno numerose iniziative sociali: dalle vacanze sub, alle manifestazioni, ai convegni divulgativi. Disponiamo di un ampio reticolo organizzativo di cui fanno parte diving center, club subacquei, istruttori, guide, realtà associative varie, strutture acquatiche certificate e supporter vari: in questo modo possiamo creare partecipazione, inclusione e dare servizi di qualità alle persone con disabilità. 

 

Aldo in quale misura ha contribuito  l’evoluzione tecnologica della attrezzatura. 

La tecnologia è stato un vero e proprio alleato per il nostro lavoro: nuove attrezzature e la sempre maggiore conoscenza della medicina subacquea, hanno dato la possibilità alle persone con disabilità di poter immergersi senza problemi. 

È fondamentale però che ci sia sempre il punto di vista umano: la professionalità e l’esperienza di un istruttore formato non può essere sostituita dalle nuove tecnologie; proprio per questo ci impegniamo molto nella formazione dei nostri istruttori. 

Purtroppo anche in questo ambito rimangono resistenze e incertezze, come fare per sviluppare questi progetti e non restare incagliati in burocrazia e scetticismo?  
La sensibilizzazione è la chiave di volta: abbattere le barriere fisiche, ma soprattutto quelle mentali che ancora rimangono in alcuni contesti della società, grazie allo sviluppo di attività inclusive. Servizi accessibili per tutti dovrebbero essere la normalità, è un vero e proprio segno distintivo di una società civile avanzata. 

Come un volano inarrestabile, il nostro movimento, continua nell’opera di sensibilizzare del pubblico in genere, tramite le numerose iniziative di eccellenza che ogni anno mette in campo.

HSA Italia ha una storia unica, un patrimonio culturale formato da esperienza, valori, professionalità formazione e ricerca, ed è in prima linea nella costruzione di una società migliore, lavorando quotidianamente per rendere la subacquea un’attività ricreativa accessibile veramente a tutti.

HSA sin dalla sua fondazione è sempre stata attenta alle tematiche di ricerca in ambito medico,e scientifico in generale, legate alle attività subacquee. 

Con il nostro intenso lavoro e con le migliaia di subacquei brevettati HSA che si immergono nei mari del mondo da oltre 35 anni, abbiamo dimostrato con i fatti che le attività subacquee ricreative sono sicure per le persone con disabilità.  

In questo contesto abbiamo favorito, sostenuto e contribuito a molteplici stage tecnici mirati, in collaborazione con enti pubblici e privati.

Abbiamo effettuato ricerche e numerosi test sui subacquei con disabilità e non, nei contesti delle nostre manifestazioni e attività di immersione: dai viaggi vacanza nei mari tropicali a diverse iniziative subacquee in Italia e all’estero, dove poter dare continuità e consistenza ai dati raccolti.

Abbiamo svolto diversi approfondimenti sullo sforzo cardiaco e sull’insorgere dell’ipotermia in immersione per subacquei mielolesi. Nello specifico possiamo anche ricordare la raccolta dati sul problema del forame ovale pervio attraverso visite mediche specifiche. Inoltre abbiamo favorito le indagini sul comportamento delle microbolle di azoto nel corpo umano prima e dopo l’immersione subacquea e osservato i benefici del respirare ossigeno durante immersioni subacquee in basso fondale per persone autistiche. Per finire, un capitolo importante riguarda la ricerca e le tante energie messe in campo riguardo la percezione subacquea del suono da parte di persone non vedenti.

Sempre in quest’ottica, tramite il nostro comitato tecnico – scientifico, stiamo implementando una raccolta dati al fine di raggiungere una concreta analisi statistica sui benefici che l’attività subacquea può dare alle persone con disabilità.

Estremamente interessante è l’esperienza con persone disabili ipo-non vedenti: 

Chi non vede conta sugli altri sensi: l’udito e il tatto sono importanti. Durante l’immersione toccare con le mani la flora e la fauna che lo circonda, per un sub non vedente è il sistema migliore per “vedere” le bellezze del mondo sommerso.

La guida che è con lui in immersione, comunica spiegando quello che sta toccando. Come sapete, sott’acqua non si parla però, soprattutto se si indossano una maschera e un respiratore!

Il sub cieco e la sua guida possono tuttavia usare una serie di modalità e strumenti per comunicare che HSA ha definito da tempo, come i segnali tattili manuali molto intuitivi oppure tabelle di vario tipo in Braille, utili anche per il riconoscimento ambientale.

HSA ha anche scelto dei sistemi particolari di comunicazione per cui il sub non vedente può sentire in sonoro la voce della guida che gli descrive dettagliatamente quello che sta toccando con le mani o può anche solo ricevere la descrizione del fondale circostante mentre volteggia nel mondo sommerso.

Abbiamo lavorato molto sulla ricerca e sull’orientamento dei sub ciechi in immersione, sulla percezione e sulla definizione della fonte sonora sott’acqua, mettendo a confronto le numerose esperienze maturate negli anni dal nostro movimento, per aumentare le possibilità di piacevole fruibilità degli ambienti marini sommersi .

Ogni immersione è una esperienza da condividere con i propri compagni: si parte all’asciutto con un briefing dettagliato sulle caratteristiche del sito di immersione scelto, ci concentriamo poi a spiegare il percorso, la profondità, i tempi, la tipologia del fondale, le specificità della flora e della fauna che si incontrerà e anche come “non fare danni” a questa bellezza che andiamo a conoscere e toccare con mano.

In questo modo, con azioni semplici, strumenti fruibili e informazioni curate, l’immersione per un sub cieco alla scoperta delle meraviglie dei fondali marini sarà più piacevole e divertente che mai. 

Un sub HSA ben preparato, avvolto dall’immensità del mare, lascia emergere in sé sensazioni ed emozioni uniche che saprà condividere con i compagni di immersione.

Siamo certi che giornate così aiutino molto una persona con disabilità ad aumentare la propria qualità di vita, mettendolo in pace con il quotidiano vivere e rendendo meno pesante la sua condizione di disabilità. 

La Spezia

La Spezia – HSA Italia e COMSUBIN

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