Disabilità e immersione

La cura per ogni cosa è l’acqua salata: sudore, lacrime, o il mare.” Karen Blixen

Cari amici, con questa frase di una famosa scrittrice Norvegese vorrei dar vita ad una serie di articoli e interviste su quello che negli ultimi anni è diventata la nuova frontiera della subacquea: “disabilità e immersione”.

Lo sviluppo di una didattica dedicata, HSA Italia, l’evoluzione tecnologica della attrezzatura e l’impegno di pionieri come il mitico Aldo Torti, Presidente di HSA Italia, hanno permesso di aprire questo fantastico mondo delle immersioni subacquee anche a persone con diverse disabilità.

cesena_in_bluMa questa opportunità, a mio parere, non è soltanto per le persone con disabilità ma anche per i loro istruttori e accompagnatori subacquei in quanto l’addestramento specifico che ricevono permette loro di diventare degli ottimi sub oltre che a svolgere una importante funzione di inclusione sociale.

Pertanto la mia rubrica Marea ospiterà esperti del settore analizzando l’argomento negli svariati aspetti:

  • criteri di selezione delle disabilità compatibili con l’immersione subacquea;
  • scelta della didattica;
  • il profilo psicologico e quello certificativo.

Inizio con la mia esperienza personale che alcuni anni fa, precisamente nel 2009, ha visto intersecarsi due mie passioni: l’esperienza lavorativa di medico riabilitatore e quella sportiva di istruttore subacqueo.

Insieme ad un gruppo di amici subacquei abbiamo fatto nascere una scuola subacquea per persone con diverse disabilità “CESENA in BLU ONLUS – La Subacquea Insieme”. Dopo alcuni corsi di addestramento e il conseguimento del brevetto da istruttore HSA Italia inizia la nostra esperienza con ragazzi ipovedenti/non vedenti e con disabilità motorie.

Abbiamo attivato diverse collaborazioni:

  • con il Centro di Ipovisione dell’UO di Oculistica dell’Ospedale M.Bufalini di Cesena, riconosciuto come Centro di riferimento regionale dal 2005, è stato attivato il progetto “Toccare il Mare” tramite il quale i medici oculisti e le ortottiste hanno individuato i pazienti ipovedenti idonei e potenzialmente interessati a seguire un corso di formazione subacquea. Al termine del percorso formativo i ragazzi disabili raccontano la propria esperienza nell’ambito di incontri periodici organizzati dalle ortottiste al fine di condividerla con i familiari e con altri pazienti. Questo percorso si inserisce nell’ambito dell’intervento riabilitativo che il Centro di Ipovisione interpreta in termini di riabilitazione globale: visiva, psicologica e sociale.
    La psicologa del Centro monitorizza le eventuali ricadute positive nella vita quotidiana dei pazienti che hanno seguito il corso di subacquea in termini di maggiore autonomia e autocontrollo attraverso l’elaborazione di un questionario appositamente studiato (qui il resoconto della psicologa);
  • INAIL e il CIP (Comitato Italiano Paralimpico) per il coinvolgimento di disabili motori;
  • Corso di Laurea per Terapisti della Riabilitazione – Università degli Studi di Bologna. Alcuni studenti hanno strutturato la tesi di laurea sulle tematiche riabilitative delle persone disabili in immersione. In accordo con la Responsabile della sede di Cesena del Corso di Laurea, ho svolto la funzione di tutor;
  • Corso di Laurea per ISEF – Università degli Studi di Bologna. Tengo lezioni specifiche sull’attività sportiva per disabili motori e sensoriali (ipovedenti e non vedenti) rivolte agli studenti del II anno del Corso di Laurea presso la sede di Rimini.

Il filo conduttore che accomuna tutte queste collaborazioni è la funzione riabilitativa che la subacquea può svolgere nelle persone disabili che la praticano, una funzione riabilitativa che incide sia sul corpo che sulla psiche: sul corpo, grazie al superamento delle barriere ambientali e conseguentemente di quelle relative alle disabilità motorie, e sulla mente attraverso il superamento delle paure e delle fobie.

subacquea_strumento_crescitaIn quest’ottica è stato organizzato un convegno dal titolo “La subacquea: strumento di crescita personale e inclusione sociale” che si è tenuto nel 2009 a Cesena presso il Campus di Scienze degli Alimenti – Facoltà di Agraria – dell’Università di Bologna. La finalità del convegno è stata duplice: studiare e analizzare il comportamento della mente e del corpo in immersione e quindi considerare la subacquea nella sua importante funzione riabilitativa.

La subacquea non assolve soltanto il compito di attività sportiva ma può anche diventare parte integrante importante nel programma riabilitativo dei pazienti disabili. L’approccio all’ambiente marino, che non è certamente semplice per il fatto di essere in totale antitesi al nostro habitat naturale, fa sì che sorgano nell’uomo numerose fobie e paure che possono condurre verso i nemici più pericolosi del subacqueo: lo stress, l’ansia e il panico.

La gestione di questi fattori di stress durante l’immersione porta a una maggiore capacità di autocontrollo che si riflette nella vita di tutti i giorni generando così un percorso di crescita personale improntata ad una maggiore consapevolezza di sé e del mondo che ci circonda.

Di questo e di altri aspetti legati alla “disabilità e immersione” si parlerà in altri articoli che verranno pubblicati in questa rubrica. Verrà data voce, ogni volta, ad un esperto del settore che affronterà le tematiche di propria competenza.

Da qui parte un viaggio che mi auguro vogliate intraprendere anche voi insieme a me!

Locandina Convegno Nazionale “La Subacquea: strumento di crescita personale e inclusione sociale”.
L’immagine della locandina è stata tratta dal disegno di un bambino ricoverato presso l’UO Pediatria dell’Ospedale M.Bufalini di Cesena dove, attraverso un ‘attività di volontariato, i soci dell’Associazione Cesena Blu hanno partecipato al progetto “Pediatria a Misura di Bambino”. Un progetto attraverso il quale i volontari hanno fornito ai bambini ricoverati elementi di biologia marina raccontati e spiegati in forma ludica assolvendo così al duplice scopo di aiutare i piccoli degenti a superare in maniera più serena il trauma dell’ospedalizzazione e, al contempo, avvicinandoli alla conoscenza e al rispetto del mondo sommerso.

tabella_disabilità

 

10 comments on “Disabilità e immersione

  1. Stefano Mancosu on

    Splendido articolo, che dimostra come la preparazione unita alla passione sia un binomio “tritasassi”.
    Aggiungo solo un piccolo pensiero: siamo tutti gli “handicappati” di qualcun’altro più abile di noi.

    Grazie Francesco8

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  2. ELISA on

    Professionalità, passione, bontà d’animo… grazie a Lei le persone con diverse disabilità possono trovare sott’acqua solo barriere coralline da ammirare e nessuna barriera architettonica da combattere…

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  3. Romina on

    Ho avuto il privilegio, insieme al dott. Fontana, di essere parte viva di coloro che hanno intrapreso il percorso di istruttori ed accompagnatori subacquei per persone con diversa abilità. Stando con loro, ogni volta, mi rendo conto di come siano ingiustificate le fobie e le paure che ci assalgono spesso e volentieri (quelle di cui parla il dottore nell’articolo), sia in acqua che fuori, nella quotidianità. Il modo con cui loro affrontano gli ostacoli e li superano ti ricarica di energia nuova e di voglia di fare sempre meglio e di dare il massimo….e allora mi chiedo….siamo sicuri siano loro i veri disabili?

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  4. SIMONA on

    Leggo sempre con emozione ed interesse di iniziative come queste. Mi piace immaginare che l’acqua possa far scivolare via , per quanto possibile, i limiti fisici di queste persone. L’assenza di gravità e l’immersione in un elemento primordiale che accoglie e abbraccia naturalmente, regalano sia a questi ragazzi che ai loro accompagnatori un’esperienza formativa e al tempo stesso ludica, bene per il corpo, bene per la mente.
    Complimenti per questo approccio “alternativo” alla disabilità

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  5. RINO on

    come istruttore e amico del dottor fontana sono passati 8 anni da quando decidemmo di creare qualcosa per le persona con disabilità. Sono stati 8 anni meravigliosi e tutti gli anni avendo a che fare con disabilità diverse è sempre una esperienza nuova e fantastica. Ci sarebbe da scrivere un libro ma preferisco le emozioni che mi danno queste persone stupende.

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  6. Davide zani on

    Mi sono avvicinato all’attivita’ di dive buddy circa un anno fa. Devo dire che lavorare con persone che presentano disabilita’ e’ per me la piu’ bella esperienza mai fatta a livello subacqueo. Ogni volta che mi immergo con un disabile imparo qualcosa di nuovo e ne esco con un bagaglio di esperienze arricchito. Credo anche che ogni subacqueo dovrebbe provare la dinamica di accompagnare un disabile sott’acqua. La soddisfazione e l’appagamento che ne deriva sono immensi. Spero in futuro di affinare le mie capacita’ di buddy e spero soprattutto che sempre piu ragazzi con disabilita’ si immergeranno con noi. Grazie di cuore

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  7. marta on

    Ho letto l’articolo con grande coinvolgimento ripensando a tutte le iniziative che, dal 2009, l’Associazione CESENA IN BLU ha attivato e che ho vissuto in prima persona essendo una delle volontarie che ha fondato, insieme al Dott. Fontana, questa nuova realta cesenate.
    È stato un percorso molto emozionante che, come sottolinea il Dott. Fontana, non ha arricchito, in termini di competenze e di autonomia, solo le persone con disabilità ma che ha sicuramente contribuito a migliorare le capacità di chi, come me, svolge un ruolo di accompagnatore subacqueo.
    Condividio pienamente la funzione di inclusione sociale che viene attribuita alla subacquea. Non a caso, infatti, Cesena in Blu ha portato avanti il progetto della “subacquea insieme”, una subacquea, cioè, intesa come strumento in grado di avvicinare le persone.

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  8. matteo on

    Ho trovato l’articolo molto interessante soprattutto perché parla della subacquea da una prospettiva diversa e a me, come credo a tanti, ancora poco conosciuta.
    Ho provato a immedesimarmi in quelle persone che nella vita purtroppo hanno avuto problemi fisici e ho cercato di capire come ci si sente privati della libertà di movimento.
    Penso che davvero la subacquea possa regalare a queste persone quella sensazione di libertà che solo l’ambiente marino può dare.
    Ringrazio il Dott. Fontana per avermi dato l’opportunità di riflettere su queste tematiche!
    Sono pronto a intraprendere questo viaggio … e aspetto di leggere i prossimi articoli sulla disabilità in immersione.
    Grazie!

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  9. Davide B. on

    Un giorno ho incontrato una persona che mi ha detto: se devi prendere un brevetto sub per appendere la patacca al muro lascia perdere ….
    Dopo i primi 15 sentivo che qualcosa mancava nella mia vita ed ho pensato al prossimo in maniera diversa e soprattutto a come aiutarlo. Persone Umanità Gentilezza ma soprattutto Competenza è ciò che ho trovato nell’associazione a cui appartengo sin dalla sua creazione. Oggi ho un’altro modo di vedere la disabilità ma soprattutto HO TANTI AMICI DIVERSAMENTE ABILI .
    Grazie Francesco.

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  10. Chiara on

    Sono la mamma di Emily una ragazzina con problemi gravi di disabilità e grazie al Dott. Fontana e l’Associazione CESENA IN BLU, abbiamo iniziato a frequentare il corso di subacquea per disabili, con immensi risultati e soddisfazioni per Emily. Grazie a queste persone che dedicano il loro tempo e la loro esperienza ma soprattutto credono nelle potenzialità di una persona anche se ha dei limiti fisici, come nel caso di Emily, possono regalare momenti di apprendimento e divertimento! Grazie da parte mia ma sopratutto di Emily che ha scoperto un nuovo mondo!

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